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Savogno - Dasile - Alpe Corbia


Datagita: 01-06-2017
Regione: Lombardia
Partenza: Borgonuovo località Sarlone
Quota di partenza: 450 m
Quota di arrivo: 1620 m
Dislivello: 1090 m
Rifugio di appoggio: rifugio Savogno
Difficolta: AD - Abbastanza Difficile
Esposizione salita: Non selezionata
Attrezzatura necessaria: nessuna
Condizioni itinerario: Buone
Valutazione generale gita: Ottima
Commento: Alla seconda rotonda di Chiavenna (per chi viene da Colico) prendiamo a destra (Val Bregaglia-Passo Maloja), percorriamo la strada per 3,4 km e siamo a Borgonuovo (Cascate Acqua Fraggia), e sulla sinistra subito dopo la chiesa e l’oratorio prendiamo via Sarlone (cartello Bar Crisa’s), dritti in fondo troviamo il parcheggio. Saliamo a lato dell'argine di destra (per noi) fino alle case di Sarlone e iniziamo la prima parte da BORGONUOVO a SAVOGNO: a Sarlone saliamo alcuni gradini in pietra e imbocchiamo a sinistra il sentiero panoramico dell'Acquafraggia, che propone ripide scalinate e scale metalliche. Dopo due punti panoramici, passiamo a sinistra del torrente su un ponte, saliamo a intercettare un sentiero che sale da sinistra (del Pigion). Prendiamo a destra e saliamo a un altro ponte che ci riporta a destra (per noi) della valle. Saliamo ancora e infine lungo la mulattiera principale siamo al borgo di Savogno (932 m). Breve pausa con visita della chiesa parrocchiale di S. Bernardino (apertaci gentilmente da uno dei cinque totali abitanti del borgo), qui San Luigi Guanella fu parroco dal 1867 al 1875. Riprendiamo il cammino e iniziamo la seconda parte da SAVOGNO a DASILE: ci riportiamo, dunque, sul limite delle abitazioni e proseguiamo scendendo al ponte sul torrente, che ci porta sul versante occidentale della valle. La mulattiera prosegue, salendo, sempre con elegante scalinatura, ed oltrepassa una cappelletta, proseguiamo fino ad uscire dal bosco, sul limite inferiore degli ampi prati che ospitano Dasile (1032 m). Piccolo sguardo al bel borgo e continuiamo la salita la terza parte: da DASILE all’ALPE CORBIA: dalle baite più alte di Dasile e, seguendo i segnavia, superato il terrazzo di Terabionda, imbocchiamo la mulattiera che, con primo tratto diritto entra nel bosco. Il fondo è buono e ben scalinato, ci portiamo alla prima sequenza di tornanti, dopo i quali un tratto regala un buon colpo d’occhio su Chiavenna, Mese e Gordona. Poi lo scenario muta: entriamo in una pecceta e passiamo accanto a due baite (località Corbisòt), la prima delle quali ha vicino un abbeveratoio. Raggiunta una radura, passiamo sul ciglio di un ripido canalone, prima di rientrare nella pecceta. Sopra di noi vediamo un nuovo rudere di baita. La mulattiera propone, poi, un tratto con una serrata sequenza di tornantini. Ci ritroviamo, così, sul ciglio di uno strapiombo, la mulattiera, ovviamente, piega a destra. È l’ultimo strappo, che ci conduce al limite inferiore dei prati dell’Alpe di Corbia baite basse (1550 m). Il sentiero, quindi, si dirige alle baite più alte a quota 1630 m, poste sotto un saltino roccioso. Dopo la pausa pranzo iniziamo la discesa. Percorriamo il percorso dell’andata fino a Savogno. Da qui seguiamo l’elegante mulattiera scalinata che scende in fondo alla stradina sterrata che porta fino le case di Sarlone. Hanno partecipato 24 soci. Continua…
Immagine 1:
Descrizione immagine: G.Q.P.e più... all'arrivo a Savogno
Immagine 2:
Descrizione immagine: G.Q.P. e più... all'arrivo a Dasile
Immagine 3:
Descrizione immagine: G.Q.P.e più... in pausa all'Alpe Corbia
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