Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Corni di Canzo


Datagita: 19-11-2015
Regione: Lombardia
Partenza: Canzo località Gajum
Quota di partenza: 483 m
Quota di arrivo: 1383 m
Dislivello: 900 m
Rifugio di appoggio: rifugio SEV (chiuso)
Difficolta: PD - Poco Difficile
Esposizione salita: Non selezionata
Attrezzatura necessaria:
Condizioni itinerario: Buone
Valutazione generale gita: Ottima
Commento: Prosegue la saga dei giri ad anello, questa volta nel Triangolo Lariano, ai Corni di Canzo. Parcheggiamo le auto in località Gajum (483 m) nel comune di Canzo. Risaliamo la comoda carrareccia di Via delle Alpi (chiusa al traffico privato) e con alcuni tornanti attraverso il bosco, raggiungiamo la 1° Alpe (Alpe Grasso 718 m), tipico insediamento a corte chiusa della montagna lariana. Al suo interno vi troviamo il Centro di Educazione Ambientale e il Centro Visitatori della Riserva Naturale Sasso Malascarpa. Visitiamo il piccolo museo-laboratorio, sono esposti numerosi pannelli didattici, una raccolta di sezioni di alberi e segmenti di fossili ritrovati nella Riserva. Tutto molto bello e interessante, compreso la ristrutturazione architettonica del caseggiato. Proseguiamo il cammino lungo la carrareccia, incrociamo più volte l’anello del Sentiero Botanico, un percorso a tema sulle specie botaniche. Appena passati dalla Sorgente San Gerolamo (728 m), sulla nostra sinistra seguiamo l’indicazione del sentiero n.5. La salita nel bosco è abbastanza ripida, in breve ci porta alla Colletta dei Corni (877 m) all’estremità pianeggiante della grande cresta occidentale dei Corni di Canzo. Tra boschi e radure, accompagnati dal bel panorama sul lago del ramo di Lecco, raggiungiamo dopo circa due ore dalla partenza il pianoro erboso di Pianezzo, dove sorge il rifugio SEV (1225 m). Decidiamo di salire sui “corni” e puntiamo verso la Forcella dei Corni (1300 m) che si trova al centro di due dei tre Corni di Canzo, quello occidentale e quello centrale. Utilizziamo un metodo molto semplice per scegliere quale “scalare” per primo, “bim bum bam” sarà il Corno Centrale (1365 m). Saliamo in venti minuti, nell’ultima parte bisogna aggrapparsi con le mani alla roccia (difficoltà EE) e siamo in cima. Panorama meraviglioso, il lago, le Grigne e il Resegone dominano la scena e dal lato opposto in lontananza sullo sfondo il gruppo del Monte Rosa e l’inconfondibile punta del Cervino, mentre la Brianza è sommersa dalla nebbia. Scendiamo di nuovo alla forcella e risaliamo dall’altra parte, altri venti minuti, anche qui tratto roccioso (difficoltà EE) e siamo in cima al Corno Occidentale (1387 m), lo spettacolo è lo stesso, stupendo. Riscendiamo alla Forcella dei Corni e ci fermiamo per il pranzo al sacco. Riprendiamo il nostro giro e per il sentiero n.5, piuttosto ripido ma facile, ci abbassiamo a La Colma di Val Ravella (1000 m), un ampio pianoro caratterizzato da numerose segnalazioni verticali, in pratica un punto d’intersezione di molti sentieri della valle. Procediamo sul sentiero n.4, una larga e comoda carrareccia che ci conduce alla III° Alpe (Alpe Piotti 800 m), dove è situato un agriturismo (sempre aperto, chiuso il mercoledì). Tralasciamo la comoda mulattiera che scende a valle e prendiamo il sentiero n.2 (Sentiero Geologico) che affianca il torrente Ravella. La discesa è piacevole attraverso un bel bosco di faggi, siamo quasi giunti alla fine del percorso. Passato uno stretto ponte di legno, deviamo a sinistra e raggiungiamo il piazzale della bella Chiesa di San Miro al Monte del sec. XVII (606 m), che qui svolse vita da eremita. Di fronte alla chiesa la grotta del Santo e, al di sotto, la fonte dell’acqua sorgiva dalla roccia, mete di pellegrinaggio già da prima del 1600. Percorriamo l’ultima parte del percorso, ancora due tornanti e attraversiamo il “parco dei massi erratici” dove, incontriamo campioni di rocce al quarzo e gneiss, serpentini della Valmalenco, blocchi di verrucano che provengono dalla zona di Margno e blocchi di ghiandone dalla Val Masino. In conclusione, le statistiche dicono che abbiamo percorso 12 km di sentieri, salito su e giù per 900 m di dislivello, ma soprattutto “letto” (pinocchio), innumerevoli pannelli formativi, e così dopo sette ore dalla partenza (tutto compreso), ecco raggiunto lo scopo, completare l’escursione “didattica” ad anello. Hanno partecipato: Adelia, Adelio, Andrea, Carla, Carlo, Cesare, Cornelio, Daniela, Giancarlo, Gianni, Gigi, Giovanni, Lino, Luciano, Luisa, Maria, Nadia, Renzo, Sandra. Continua…
Immagine 1:
Descrizione immagine: 1° Alpe (Alpe Grasso 718 m)
Immagine 2:
Descrizione immagine: G.Q.P.e più...ai Corni di Canzo (1383 m)
Immagine 3:
Descrizione immagine: III° Alpe (Alpe Piotti 800 m)
URL report esterno: