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Passo San Marco (anello)


Datagita: 05-11-2015
Regione: Lombardia
Partenza: Cà San Marco
Quota di partenza: 1830 m
Quota di arrivo: 2115 m
Dislivello: 1000 m (saliscendi)
Rifugio di appoggio: nessuno
Difficolta: PD - Poco Difficile
Esposizione salita: Non selezionata
Attrezzatura necessaria:
Condizioni itinerario: Buone
Valutazione generale gita: Eccellente
Commento: Ultimamente prediligiamo giri ad anello intorno alle montagne perché “l’anello è sempre diverso”, si parte e si arriva nello stesso luogo senza mai, o quasi, tornare sui propri passi, a differenza dei classici percorsi, dove si raggiunge la meta e si ritorna al punto di partenza seguendo lo stesso percorso di salita. L’anello, senza tuttavia trascurare gli itinerari tipici, è una scelta “più completa” sotto l’aspetto prevalentemente paesaggistico, naturalistico, storico, architettonico. Oggi giriamo nella Valle Brembana dentro e fuori il Parco delle Orobie Bergamasche, su e giù mantenendo una quota di circa 2000 m. Giornata serena con clima mite, sembra di stare in primavera anziché in pieno autunno. Dal piazzale del rifugio Cà San Marco (1830 m) seguiamo il sentiero 161, per il primo tratto a mezzacosta segue il tracciato del sentiero 101 che, a circa venti minuti dalla partenza, lasciamo alla nostra sinistra per salire fino al Passo del Verrobbio (2022 m). Il panorama è stupendo ma il nostro sguardo è attratto dalle tracce di appostamenti e trincee della Prima Guerra Mondiale, una linea difensiva, la cosiddetta “Linea Cadorna”, predisposta a protezione di un eventuale sfondamento austriaco. Attraverso un breve camminamento raggiungiamo una postazione d’artiglieria realizzata in una parete naturale della montagna, nella quale sono state praticate due ampie feritoie per i cannoni che guardano la valle sottostante, a fianco si apre una grotta a fondo chiuso utilizzata come riparo e deposito munizioni. Dopo questa breve pausa “storica”, scendiamo al bellissimo laghetto di Verrobbio, incastonato fra parete e rocce ai piedi del passo, è uno specchio d’acqua lucente che riflette le nostre immagini nitide e tutto ciò che ci sta intorno. Saliamo in modo abbastanza deciso il sentiero, l’esposizione è a nord, quindi tutto in ombra e facciamo attenzione al ghiaccio presente in alcuni punti del percorso fino al Forcellino (2050 m), varcato il quale riprendiamo un po’ il fiato e il calore del sole. Scendiamo il ripido sentiero fino al lago o meglio, visto la scarsità d’acqua nel bacino, direi laghetto di Pescegallo (1895 m) e attraversiamo la diga. Seguiamo la strada forestale ancora in discesa fino a prendere sulla nostra sinistra a circa 1750 m di quota il sentiero che ora in salita nel bosco ci porta al rifugio Salmurano (1855 m). Dal rifugio, a fianco dell’impianto sciistico, per pascoli e pietraie, saliamo ripidamente al Passo di Salmurano (2017 m) a goderci il panorama sul versante bergamasco da un lato e quello valtellinese dall’altro lato. Finora, dopo tre ore e venti minuti di cammino, abbiamo percorso circa la metà dell’anello, a questo punto il riposo e la fame gridano vendetta, ci fermiamo volentieri per la meritata pausa pranzo al sacco. Riprendiamo il cammino lungo il Sentiero delle Orobie Occidentali (sentiero 101), sempre su e giù, prima sul crinale, poi in mezzacosta sino a incrociare un gruppetto di escursionisti “spaparanzati” a prendere il sole e i nostri “cantanti” gli offrono l’intervallo musicale spiritoso, poi ancora a seguire l’onda del percorso e raggiungiamo un pianoro panoramico sui Piani dell’Avaro. Le paline con le indicazioni ci indicano la nostra direzione, comunque tutto il giro è ottimamente segnato anche con la segnaletica orizzontale, pieghiamo a sinistra e attraverso i pendii orientali incrociamo la freccia per i Laghi di Ponteranica (2115 m), 15 min. Seguiamo questa direzione e arriviamo ai due laghi, nonostante la fatica comincia a farsi sentire. Siamo però ripagati dalla natura per la bellezza del luogo, anche questi due laghi sono due ritratti da incorniciare o meglio, fotografare, è meraviglioso lasciarsi incantare dalle immagini sulle superfici riflettenti dei due laghi alpini. La strada da percorrere è ancora lunga, scendiamo il vallone e pieghiamo a sinistra verso una faticosa e ripida discesa verso il pianoro dell’Acqua Nera (1750 m). Con l’ultima “leggera” salita raggiungiamo e completiamo l’anello al rifugio Cà San Marco dopo 7 h e 40 min. dalla partenza (6 h 10 min. solo cammino), percorso 18 km con un dislivello di circa 1000 m (saliscendi). “La fatica è stata tanta ma ne è valsa la pena”! Hanno partecipato: Adelia, Adelio, AlessandroCarlo, Andrea, Betty, Carla, Cesare, Cornelio, Giancarlo, Gianni, Giovanni, Dario, Lida, Lino, Luciano M., Luciano R., Luisa, Maria, Nadia, Patrizia, Piero, Renzo, Rosy, Sandra, Sandro, Valeria. Continua…
Immagine 1:
Descrizione immagine: laghetto di Verrobbio ai piedi dell'omonimo passo
Immagine 2:
Descrizione immagine: G.Q.P.e più...al Passo di Salmurano (2017 m)
Immagine 3:
Descrizione immagine: ai laghi di Ponteranica (2115 m)
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