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Laghi di Santo Stefano


Datagita: 10-09-2015
Regione: Lombardia
Partenza: Ponte in Valtellina località Briotti
Quota di partenza: 1047 m
Quota di arrivo: 2139 m
Dislivello: 1100 m
Rifugio di appoggio: nessuno
Difficolta: PD - Poco Difficile
Esposizione salita: Non selezionata
Attrezzatura necessaria:
Condizioni itinerario: Buone
Valutazione generale gita: Buona
Commento: Oggi ci portiamo a Briotti (1047 m), bellissimo maggengo in territorio del comune di Ponte in Valtellina. Lasciamo l’auto nell’unico parcheggio nei pressi dell’edicola del Parco delle Orobie. Imbocchiamo la strada sterrata di fronte e per sentiero attraversiamo alcune case e più avanti ci portiamo su dei prati sopra Briotti. Seguiamo la mulattiera e oltrepassate le baite di Bernè (1236 m), in un sentiero piuttosto ripido ci immergiamo in un fresco bosco. Cammin facendo qualcuno avvista un “Boletus Edulis” (fungo porcino) e così la fatica della salita è attenuata dalla ricerca dei prediletti funghi, inconfondibili per forma, proporzioni e colori che non lasciano adito a dubbi. Solo i più esperti però hanno l’occhio allenato per vederlo meglio e beccarlo seminascosto nel sottobosco. La salita procede lentamente, alla radura con la baita Spanone (1559 m) incontriamo una quindicina di mucche con il loro pastore e figlia che le sta accompagnando a valle dall’alpeggio per la fine dell’attività in montagna dei mesi estivi. Il mandriano si rivela un “personaggio”, ha voglia di chiacchierare e ci racconta un po’ di storie del suo stile di vita, a volte divertenti, altre quasi leggenda. Proseguiamo nel bosco, una bella pineta, in questo tratto la pendenza è meno impegnativa, poi iniziamo a risalire un ampio avvallamento e raggiungiamo fra radi larici al muraglione dello sbarramento, siamo ai piedi della diga, sulla destra la chiesetta di S. Stefano, al centro una croce dedicata al santo collocata dagli Alpini. Facciamo una breve sosta, purtroppo il tempo meteo non è un granchè ma l’assenza della pioggia ci incoraggia a proseguire. Lasciamo il laghetto alle nostre spalle, affianchiamo una casera e proseguiamo in direzione del centro dell’ampio vallone, in pratica è una via direttissima che ci fa guadagnare il dislivello rapidamente ma aggiungendo un po’ di fatica supplementare. Dopo circa 3h dalla partenza e 1100 m di dislivello in salita raggiungiamo l’ultimo dei tre laghi, il Lago di Sopra (2139 m) ai piedi del versante montuoso che culmina con la punta di S. Stefano (2393 m) . Ci fermiamo giusto il tempo di mangiare qualcosa perché la temperatura è abbastanza fredda, però prima di iniziare la discesa non dimentichiamo di intonare un bel canto ai nostri amici scomparsi in montagna. Mentre scendiamo, vediamo a circa metà percorso l’altro sbarramento, il Lago di Mezzo (1933 m). Completato il piccolo giro ad anello, ci ritroviamo alla casera, dove incontriamo il simpatico giovanotto e compagno della figlia del pastore incrociati lungo la salita che ci fa assaggiare il formaggio. È così buono che prima trattiamo il prezzo e poi decidiamo di acquistare una forma intera e dividercela a pezzi. Un altro bel pezzo di formaggio lo offre lui da mangiare in compagnia appena giungeremo alle auto a completamento dell’escursione. Metà del gruppo si ferma un’oretta abbondante a vagare nel bosco dove erano stati trovati i funghi del mattino. La raccolta è stata generosa, soprattutto per chi (il sottoscritto) era la prima volta che cercava il “porcino”, tanto per provare, la dea bendata del cercatore ha premiato il debuttante. Con il malloppo nello zaino per lo stesso percorso dell’andata rientriamo al parcheggio a esaltare il raccolto giornaliero e assaporare il formaggio della malga. Hanno partecipato: Adelio, AlessandroCarlo, Carlo, Cornelio, Delia, Elisabetta, Gianni, Lino, Luciano1, Luciano2, Luisa, Maria, Patrizia, Renzo, Sandra, Valeria. Continua…
Immagine 1:
Descrizione immagine: il pastore e le sue storie...
Immagine 2:
Descrizione immagine: il formaggio di malga
Immagine 3:
Descrizione immagine: G.Q.P.e più ai laghi di S. Stefano
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