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Monte Adamello (3539 m)


Datagita: 01-09-2015
Regione: Lombardia
Partenza: Malonno località Ponte del Guat
Quota di partenza: 1528 m
Quota di arrivo: 3539 m
Dislivello: 3200 m (totali)
Rifugio di appoggio: Rifugio Gnutti e Rifugio Prudenzini
Difficolta: D - Difficile
Esposizione salita: Variabile
Attrezzatura necessaria: imbraco, set da ferrata, casco, picozza, ramponi, corda, cordini e moschettoni.
Condizioni itinerario: Buone
Valutazione generale gita: Eccellente
Commento: Escursione di tre giorni/due notti all’Adamello, un lungo anello che parte dal Ponte del Guat e sale al rifugio Gnutti, al Passo dell’Adamello verso la vetta e scende dal Passo Salarno al rifugio Prudenzini per poi salire al Passo Miller e scendere al rifugio Gnutti e al Ponte del Guat. Siamo in sei: Sergio B., Giancarlo B., Luciano M., Renzo M., Mauro P., Luciano R. Lasciamo l’auto a Malonno (Bs) in località Ponte del Guat (1528 m) e partiamo fiduciosi per la nostra conquista al Monte Adamello dalla Via Terzulli. Seguiamo la carrabile che ci porta alla Malga Premassone e per ripido sentiero denominato “Scale del Miller” saliamo su pietre di granito per la Val Malga dove, giunti alla sua testata, la vista si apre sul paesaggio della Val Miller che, speriamo, ci vedranno protagonisti nei prossimi due giorni. Da qui il percorso si fa più agevole e passiamo verdi pascoli, un gruppetto di baite sino a giungere la diga del lago Miller e a fianco il Rifugio Gnutti (2166 m) dove pernotteremo (accoglienza e cena, voto: Mi piace!). La serata trascorre lentamente e dopo cena alle 21.15 siamo già a nanna in attesa del grande giorno. Sveglia alle 4, colazione alle 4.20, partenza alle 4.50! E’ ancora buio ma una luna calante quasi piena rischiara il paesaggio mentre il cielo stellato ci fa ben sperare. Partiamo con le torce led da testa per illuminare il sentiero e ci incamminiamo passando a fianco del rifugio invernale che sembra una chiesetta e seguiamo il segnavia n°23 fino a raggiungere prima il piccolo laghetto del Miller (2270 m) e poi il pantano del Miller (2425 m). Dopo circa 2.40 min. che saliamo raggiungiamo l’attacco della Via attrezzata Terzulli (2900 m) contraddistinta da un bollo rosso sulle rocce e una madonnina. Il tempo d’imbragarci è anche utile per riprendere fiato e ammirare il panorama con l’aurora che colora il cielo in attesa del sorgere del sole. Risaliamo la via attrezzata con chiodi e catene discontinue fino alla sua sommità cioè al Passo Adamello (3240 m). Ora lo spettacolo si completa, il sole spunta dietro il ghiacciaio Pian di Neve e illumina l’Adamello che visto da qua, sembra una cima “panettone” ma alla mente ricorda un momento storico, le gesta degli Alpini in quella che verrà chiamata “Guerra Bianca”. Proseguiamo ai bordi del ghiacciaio che però a un certo punto siamo obbligati ad attraversare per un breve tratto e quindi mettere i ramponi. Il sentiero è di nuovo roccioso, togliamo gli attrezzi ai piedi e saliamo fino a un punto della cresta rocciosa, dove in cima lo sguardo cade verso il versante opposto, la Val D’Avio e i suoi laghi. Nel frattempo i segni bianco/rossi spariscono e sale anche la nebbia che ci permette comunque di seguire la nostra direzione. Attraversiamo quasi in piano tre nevai, al termine del terzo un omino di pietre ci segnala di puntare verso la vetta, manca solo un centinaio di metri di dislivello. Saliamo avvolti nella nebbia e improvvisamente vedo come un’apparizione, una piccola croce montata su un cavalletto che sostiene anche una campanella, ci siamo. Poche decine di metri e la vetta del Monte Adamello (3539 m) in questo momento è nostro, dopo 5h e 30 min. dalla partenza. L’emozione, la gioia è così tanta che è difficile spiegare a parole, non riesco a trattenere una lacrima, forse la causa è la nebbia o la stanchezza, poi incrocio gli sguardi dei miei compagni di salita e noto sui loro volti gli occhi arrossati, capisco che quella lacrima è il risultato di estrema felicità. Torniamo sui nostri passi e scendiamo fino al bordo del ghiacciaio Pian di Neve, dividiamo il gruppo e ci leghiamo in cordata, davanti il capogita Sergio. Partiamo e ci apprestiamo ad attraversare il più vasto ghiacciaio italiano, è pianeggiante e abbastanza screpacciato e scuro. È una sensazione bellissima, siamo al centro di uno scenario meraviglioso, il vento fresco ci avvolge, il silenzio è interrotto solo dal rumore dei nostri ramponi. Dopo un’oretta di cammino nel ghiaccio arriviamo al Passo Salarno-bivacco Giannantonj (3168 m). Breve sosta e ci prepariamo a scendere il sentiero CAI 14 che ci condurrà al rifugio Prudenzini (2235). È ripido, molto lungo, lo zaino sulle spalle sembra aumentare di peso, tra roccette e gradoni è un calvario, le gambe tremano un po’ per la fatica accumulata dalla partenza e questa discesa mette a dura prova le nostre ginocchia. Arrivati a valle, mettiamo subito i piedi nell’acqua gelida del torrente, un sollievo per le articolazioni doloranti. Dopo 11 ore di faticosa escursione dalla partenza, senza particolari difficoltà ma con immensa soddisfazione, siamo al rifugio Prudenzini dove pernotteremo (Mi piace! ++), veniamo accolti dai simpatici gestori, Rino e Selly. La cena è ottima, l’atmosfera del rifugio ci aiuta a trascorrere piacevolmente la serata in allegria e scambiare quattro chiacchiere con Rino, naturalmente il tema della serata è la montagna, ci accomuna la passione che per lui diventa professione, è una guida alpina e prendere nozioni e informazioni è sempre utile. Dopo aver trascorso una buonanotte, facciamo colazione alle ore 7. Oggi ci aspetta il tratto di Alta Via 1 che sale da qui e attraverso il Passo Miller scende al rifugio Gnutti, poi proseguiremo per il Ponte del Guat. Ci prepariamo e dopo la foto di gruppo salutiamo Rino con un arrivederci e partiamo. Seguiamo i segni bianco/rossi, risaliamo il fianco della valle su un pendio erboso abbastanza ripido e dopo una frana di grosse pietre sale dritto con un breve passaggio attrezzato con catene. Il percorso diventa solo su pietraia e bisogna cavarsela fra enormi pietroni sempre con la dovuta attenzione. Risaliamo quella che sembra una cava di pietre e nell’ultimo breve tratto diventa un sentiero erboso e molto ripido, raggiungiamo dopo 2h l’intaglio del Passo Miller (2826 m) con in mezzo i cartelli indicatori. Lasciamo alle nostre spalle la Val Salarno e scendiamo verso la Val Miller. La discesa è ripida e all’inizio un paio di passaggi sono attrezzati con catene, poi diventa ancora una lunga e faticosa pietraia fino a ritrovare il sentiero che ci porta in fondovalle, aggiriamo il piccolo laghetto e dopo 1h e 50 min. siamo al rifugio Gnutti e così completiamo il giro ad anello dell’Adamello. Mezz’oretta di break, mangiamo qualcosa, riprendiamo il cammino per lo stesso percorso dell’andata, ridiscendiamo le “Scale del Miller” e gli ultimi 15 minuti di sentiero, prima di tornare alle auto al Ponte del Guat, il tempo meteo si guasta e incomincia a gocciolare. Non importa se piove, c’è il sole nel nostro cuore, siamo pronti a iniziare una nuova escursione! Continua…
Immagine 1:
Descrizione immagine: G.Q.P.e più... al rifugio Gnutti (2166 m)
Immagine 2:
Descrizione immagine: G.Q.P.e più...in vetta all'Adamello (3539 m)
Immagine 3:
Descrizione immagine: G.Q.P.e più...al rifugio Prudenzini (2235 m)
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