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Val Vertova


Datagita: 11-12-2014
Regione: Lombardia
Partenza: Vertova località Lacnì
Quota di partenza: 475 m
Quota di arrivo: 1489 m
Dislivello: 1200 m (saliscendi)
Rifugio di appoggio: Bivacco Testa (sempre aperto-locale cucina)
Difficolta: PD - Poco Difficile
Esposizione salita: Non selezionata
Attrezzatura necessaria:
Condizioni itinerario: Buone
Valutazione generale gita: Ottima
Commento: Ringraziamo le amiche del Se Ghe Nè del Cai di Ponte S. Pietro che ci hanno proposto e ci guideranno a conoscere la Val Vertova, uno degli angoli più attraenti della media Valle Seriana. L’appuntamento è al paese di Vertova in località Lacnì (475 m), dove su strada sterrata e superato il ristoro del Gruppo Alpinistico Vertovese, a 100 metri c’è un parcheggio. Una stanga vieta il transito delle auto e un pannello illustra i sentieri della valle, noi faremo un giro ad anello e il nostro percorso inizia dal sentiero Cai 527. La mulattiera è larga e con fondo di sassi cementati, è un percorso naturalistico, costeggia il torrente che con numerose cascatelle forma delle pozze naturali, scavate dall’acqua limpida in un rincorrersi di colori e forme. Attraversiamo il torrente più volte, anche con vari passaggi “pedonali” particolari, una sorta di passerella, ad ogni passo corrisponde una pietra, dove appoggiare il piede, ad aiutarci a mantenere l’equilibrio, un corrimano in ferro. Ci inoltriamo in una gola stretta, con andamento sinuoso, incassata in una roccia le cui pareti sono state levigate e incise nei secoli dall’azione erosiva delle acque, stiamo percorrendo uno straordinario angolo naturale. La valle è ancora molto lunga, ci inoltriamo nel bosco con andamento saliscendi, a pochi passi l’uno dall’altra un presepe e una Madonnina, a fianco, una tavoletta di legno incisa: “te ca to paset de che…ca to gabet frescia o mia…fermet a dì so un Ave Maria”. Ora la salita diventa più impegnativa, un tratto che ci fa sbucare nella bella conca del Sedernel (1050 m), come d’incanto l’ambiente s’illumina di mille colori dove regna incontrastato l’azzurro del cielo. Ancora un piccolo strappo e giungiamo alla baita Rondi (1290 m). Il luogo e la bella giornata di sole ci invitano a una piccola sosta per riprendere fiato, mangiare e bere qualcosa e nello stesso tempo ammirare il paesaggio, una condizione favorevole per scattare una foto di gruppo e immortalare questo momento. Riprendiamo il cammino, lasciamo alle nostre spalle la baita e ci inoltriamo in un fitto bosco coperto da 10 cm di neve caduta nei giorni scorsi, la salita verso la nostra meta è effettivamente dura, ma a noi camminare in montagna piace e la fatica ci fa apprezzare maggiormente di avere raggiunto il Passo di Pradaccio e il Bivacco Testa (1489 m). L’app dello smartphone ha registrato: tempo di salita 3h e 1200 m di dislivello, niente male. Il bivacco è molto bello, in ottima posizione panoramica (la Presolana domina), è sempre aperto (il locale cucina), prepariamo fuori i tavoli e le panche per consumare il nostro pranzo (non solo panini). La gioiosa compagnia è pronta a festeggiare i compleanni di Mondo e Rossana, lo so non si dovrebbe portare alcool sui monti ma, il vino unisce, fa cantare e porta l’allegria. E’ giunto il tempo della discesa e ripartiamo per il sentiero Cai 530 lungo un bel traverso panoramico. Cammin facendo, in cinque, deviano a sx verso la croce di Segredont (1540 m), 10 minuti di salita. Tutti insieme poi raggiungiamo il Passo di Bliben (1290 m). Da qui seguiamo il sentiero Cai 529 e in sequenza, prima entriamo di nuovo nel bosco sino a giungere all’ampia conca Selvet (1120 m) e poi a seguire la Baita Fracia (885 m). L’ultimo tratto nel bosco è ripido, è talmente serpentino che sembra di fare uno slalom speciale senza soluzione di continuità. La bassa velocità ci permette di osservare nel bel mezzo della discesa nel bosco, uno “stravagante” cartello: “Automobilisti! Non buttate mozziconi accesi!”. No problem, noi siamo a piedi! Dopo 3h e 1300 m di lunga calata, eccoci tornati a valle e percorrere gli ultimi 350 m lungo la strada del Belò. Forse siamo un po’ stanchi, ma come sempre, la montagna ci aiuta a sentirci un po’ meglio con noi stessi e con gli altri. Hanno partecipato: x i Se Ghe Né: Cele, Rossana, Slaja, Bepi. x i G.Q.P: Adelia, Adelio, AlessandroCarlo, Carlo, Cesare, Cornelio, Egidio, Luciano, Luciano, Mondo, Renzo, Sandro. Continua…
Immagine 1:
Descrizione immagine: torrente che con numerose cascatelle forma pozze..
Immagine 2:
Descrizione immagine: ...passaggi pedonali particolari...
Immagine 3:
Descrizione immagine: G. Q. P. e più & Se Ghe Nè al Bivacco Testa
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