Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Sentiero delle Casere (Valbrembana)


Datagita: 03-09-2014
Regione: Lombardia
Partenza: rifugio Madonna delle Nevi (Mezzoldo)
Quota di partenza: 1350 m
Quota di arrivo: 1800 m
Dislivello: 500 m
Rifugio di appoggio: nessuno
Difficolta: PD - Poco Difficile
Esposizione salita: Non selezionata
Attrezzatura necessaria:
Condizioni itinerario: Discrete
Valutazione generale gita: Buona
Commento: Escursione ad anello sul sentiero che sfiora diverse “casere”, alla scoperta di boschi, pascoli, alpeggi, dove si produce il formaggio d’alta quota. Le “casere” sono edifici praticati per la produzione del noto “formaggio di monte” ricco di sapori e tradizioni dell’Alta Valle Brembana. Il sentiero inizia ai margini del rifugio Madonna delle Nevi (1350 m) sopra Mezzoldo. Premessa: ci accompagnerà per tutto il percorso, per sua scelta e a nostra insaputa, una “guida” speciale, il cane Spike, sarà lui il “capogita” del gruppo. Dal ponte di legno superiamo il torrente Cavizzola e ci addentriamo nel bosco, saliamo con buona pendenza sino a raggiungere la prima casera, appunto “Casera Terzera” (1600 m) nell’omonima valle. Ci sono un malgaro e una bambina e due cani, una tenera scenetta di vita d’alpeggio. Passiamo oltre il pascolo, popolato da numerose mucche, lasciando il sentiero 115 e dopo una breve salita giungiamo sulla sommità di un dosso, qui a regnare il panorama la Baita Costa Piana Terzera (1719 m), la Crus del Marco dove al suo fianco scolpita nel legno una frase: “uomo, di qualunque fede tu sia, sosta e cogli un attimo di serenità”. E così facciamo, dopo una breve sosta riprendiamo il cammino, una freccia segnaletica ci indica che siamo sul Sentiero delle Casere, entriamo in un bel bosco di larici ed arriviamo alla seconda casera, la “Casera Siltri” (1725 m). Esteticamente non è un granché ma la abbellisce una scultura di Madonna in legno posta all’interno di una nicchia scavata nel muro del fabbricato. Da qui seguiamo il sentiero 111, poco più avanti incontriamo un bestiame di mucche che scendono a valle accompagnate da due mandriani e un bambino. Mentre saliamo cogliamo e gustiamo degli ottimi lamponi fino a raggiungere con poche decine di metri di dislivello la terza casera, la “Casera Cavizzola”( 1800 m). Qui incontriamo il terzo mandriano intento a recuperare paletti e filo di recinzione del pascolo. Scambiamo quattro chiacchiere e ci facciamo consigliare dove acquistare il famoso “formaggio dei monti” di queste casere. A suo parere il migliore è quello della “Casera Cavizzola”, ma oggi purtroppo è chiusa e così ci indica un paio di posti a valle dove acquistarlo. Dopo 2 h e 40 min. e percorso 5,2 km ci fermiamo a pasteggiare e riposare. Siamo a metà strada del giro, il cielo è sempre nuvoloso ma ci ha risparmiato la pioggia sin’ora, zaino in spalle e avanti verso la quarta e ultima casera. Il sentiero da questa parte è poco segnato, rovinato, le piante di traverso da scavalcare, un tratto abbastanza faticoso da superare, tuttavia nel bosco cammin facendo la fatica viene diminuita grazie al piacevole ritrovamento di funghi. Giunti al bivio con il sentiero 124 un’occhiata veloce alla “Casera Azzaredo” (1785 m) la più carina delle quattro, ma anche questa chiusa. Per lo stesso sentiero ora scendiamo di nuovo nel bosco, zigzagando ripidamente ci abbassiamo verso il rifugio Madonna delle Nevi. Dopo 2 h e 26 min. e percorso 4,9 km completiamo la seconda metà del giro ad anello. Fine dell’escursione? Nossignori, non si può tornare a casa senza il rinomato “formai del mut” come viene chiamato nella valle. Salutiamo l’amico Spike e dalle indicazioni ricevute dal mandriano, poco prima di arrivare al Passo San Marco, sulla sinistra vi è un casolare abitato da un “tipo” un po’ “scorbutico”, morale: poca spesa e via veloci. Non soddisfatti proviamo a fermarci dall’altro “consiglio” ricevuto. Vicino al rifugio Madonna delle Nevi, c’è un ristorante e nel parcheggio adiacente, in un garage, sono tenute le forme del pregiato formaggio. Il padrone di casa è un “amabile” signore di quasi novant’anni che con gentilezza e maestria ha catturato la nostra simpatia e tagliato pezzi di formaggio in quantità…e nell’attesa che tutti fossimo serviti ecco di nuovo il nostro amico a quattro zampe Spike, questa volta non ci ha seguito ma abbiamo scoperto che lì era a casa sua. Hanno partecipato: Adelio, Angelo, Claudio, Cornelio, Gianni, Gianni, Gigi, Luciano, Luisa, Maria, Maria Luisa, Marinella, Mariuccia, Rosanna, Sandro. Continua…
Immagine 1:
Descrizione immagine: Casera Terzera
Immagine 2:
Descrizione immagine: G.Q.P.e più alla Casera Cavizzola
Immagine 3:
Descrizione immagine: Casera Azzaredo
URL report esterno: