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Monti Bregagno e Grona


Datagita: 26-06-2014
Regione: Lombardia
Partenza: Plesio località Monti Breglia
Quota di partenza: 1000 m
Quota di arrivo: 2107 m
Dislivello: 1250 m
Rifugio di appoggio: rifugio Menaggio (aperto)
Difficolta: AD - Abbastanza Difficile
Esposizione salita: Non selezionata
Attrezzatura necessaria:
Condizioni itinerario: Buone
Valutazione generale gita: Buona
Commento: L’escursione programmata prevedeva una gita “x tutti” al rifugio Menaggio, una gita escursionistica “x molti” al Monte Grona, una gita escursionisti esperti attrezzati “x pochi” alla ferrata del Monte Grona. Oggi realisticamente si poteva battere il record di partecipazione alla gita del giovedì, invece tra “i tutti” ce né uno solo per il rifugio Menaggio, tra “i molti” sono in due per l’escursione al Monte Grona, e per “i pochi” altri due attrezzati per la ferrata, totale al ritrovo/partenza sul piazzale siamo in cinque!, record battuto ma in negativo, non importa, la regola è sempre la stessa, chi c’è c’è. L’auto quanti posti ha? Cinque. Perfetto, facciamo attenzione a non dimenticare nessuno a terra, saliamo e ci dirigiamo verso Plesio sopra Menaggio e in località Monti Breglia (1000 m) parcheggiamo. Ore 7.40 partenza a piedi, ci inoltriamo nel bosco e incontriamo in sequenza un paio di biforcazioni, al secondo bivio le indicazioni segnano a sx per il rifugio Menaggio, a dx per Sant’Amate, decidiamo di andare a destra. Avanti, sino ad arrivare alle 9 in punto sulla sella erbosa dove si trova la cappella di Sant’Amate (1623 m). Breve sosta, è presto, tutti puntiamo lo sguardo a nord, verso il Monte Bregagno (2107 m), tranne Cornelio, oggi fa fatica a carburare e non può nemmeno sbizzarrirsi con le foto perché il tempo meteo non è un granchè. Prima però dobbiamo scavalcare il Bregagnino (1905 m), la salita è abbastanza ripida, ci permette di rifiatare soltanto all’arrivo sulla sommità. Scendiamo e risaliamo un paio di volte il costone prima di percorrere l’ultimo tratto di salita alla vetta del Bregagno. Alle 10.15 abbracciamo il Crocifisso posto nella spaziosa cima e ci scambiamo i complimenti per la meta raggiunta. Tira un po’ di vento freddo e tutto intorno a noi il terreno è minato di numerosi “proiettili” lasciati da pecore e capre, il tentativo di evitare il calpestio è inutile, la battaglia è persa, facciamo la foto e scappiamo. La discesa ci riporta alla cappella, percorriamo la facile cresta che raccorda la sella erbosa alla Forcoletta (1611 m) dove giungiamo alle 11.35. Il segnavia ci indica per il Monte Grona (1732 m) a 0.30, avanti per la via normale e cominciamo a salire, all’inizio il sentiero supera alcune roccette, poi un lungo traverso e alla fine con l’aiuto di alcune catene alle ore 12.00 eccoci sul cocuzzolo della montagna. Il tempo peggiora e ci costringe a scendere immediatamente verso il rifugio Menaggio (aperto), seguendo ancora la via normale lo raggiungiamo e ci apprestiamo a consumare le cibarie e riposarci un po’. Nel frattempo salutiamo gli altri escursionisti che transitano dal rifugio, sono quasi tutti stranieri, comprese due creature di pochi mesi che riposano tranquillamente negli zainetti porta bimbi dei loro genitori. È giunta l’ora di tornare all’ auto per il rientro a casa e seguiamo in costa il sentiero panoramico, non oggi perché nuvoloso. Adelio e soprattutto Cornelio dopo la pausa hanno ripreso fiato e ci accompagnano lungo il sentiero col canto. Il passo è veloce come il ritmo delle note, così, sciolti di gamba e di lingua superiamo alcuni escursionisti che si fermano incuriositi ad ascoltare. Nel parcheggio mentre togliamo gli scarponi sentiamo delle voci avvicinarsi, un uomo e due donne di origini tedesche gridavano ”canzone, canzone”. No problem, c’è Adelio, è come un jukebox che riproduce il brano musicale, funziona in modo automatico in seguito all’introduzione di una moneta al suo interno e fare la scelta della canzone da parte degli ascoltatori che dopo un caloroso applauso ringraziano. Pronti via si torna a casa, ma al primo tornante appaiono le visioni, una voce grida: “fermi tutti ho visto un re”,- “sa la vist cus’è?”,- “ho visto il re dei funghi, un porcino”,- Ah beh; si beh. Giù tutti dalla macchina a cercare il fungo, uno vede “un sasso”, l’altro “una foglia”, qualcun altro “un legno”, io non li vedo neanche “sotto i piedi”, Ah beh; si beh. Hanno partecipato: Adelio, Cornelio, Luciano, Renzo, Sara. Continua…
Immagine 1:
Descrizione immagine: chiesetta di Sant'Amate
Immagine 2:
Descrizione immagine: G.Q.P.e più in cima al Monte Bregagno
Immagine 3:
Descrizione immagine: G. Q. P. e più...in cima al Monte Grona
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