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Sasso Preguda e Monte Moregallo


Datagita: 07-11-2013
Regione: Lombardia
Partenza: Valmadrera località Piazza Rossè
Quota di partenza: 303 m
Quota di arrivo: 1276 m
Dislivello: 900 m
Rifugio di appoggio: locale fianco chiesa S. Isidoro
Difficolta: AD - Abbastanza Difficile
Esposizione salita: Non selezionata
Attrezzatura necessaria:
Condizioni itinerario: Non selezionata
Valutazione generale gita: Non selezionata
Commento: Valmadrera, frazione Piazza Rossè, alla fine della strada inizia il sentiero n°6 che porta al Sasso Preguda. Il cartello descrive: il percorso delle “casote” (strutture realizzate nella gran parte in muratura a secco ed hanno avuto un ruolo fondamentale in passato, sono divenute un riparo certo per l’uomo e un rifugio sicuro per gli animali); il percorso dei “caselli del latte”(costruiti accanto a sorgenti d’acqua o torrenti e la loro funzione era quella di mantenere al fresco il latte appena munto per poi essere portato a valle e lavorato). Ci incamminiamo e in breve incontriamo la casota n° 31, dopo circa 15 minuti dalla partenza svoltiamo a sx nel bosco, dove sulla parete rocciosa una freccia e la scritta Preguda sono ben visibili. Pochi metri ed arriviamo ad una baita appoggiata su un enorme masso granitico. Giunti a Pradello (570 m) si passa davanti alla grande casota n° 26 con tanto di panchina per chi vuole riposare, ancora un breve tratto che sale ed arriviamo al Sasso di Preguda (647 m). E’ un enorme masso “erratico” a forma di prisma, lungo circa 6 metri, largo 3 e alto 7 per un volume di oltre 100 metri cubi. Oggi sappiamo che per capire come sia giunto qui il Sasso e tutti gli altri massi erratici nella zona dalla Val Masino, dobbiamo riferirci alle glaciazioni avvenute nell’ultima era geologica, che iniziò circa 2 milioni di anni fa. Addossata al Sasso vi è la Chiesa di S. Isidoro agricoltore, al suo interno l’abside è la stessa parete del Sasso, in cui è stata ricavata una nicchia che accoglie la statua del Santo, la sua venerazione si diffuse perché a quei tempi erano agricoltori ed il sostentamento delle loro famiglie dipendeva dal buon andamento dei raccolti. Negli anni 80’ nacque l’idea di realizzare a fianco un locale da utilizzare come punto di accoglienza e di riparo in caso di intemperie e grazie ai volontari, la chiesa apre e accoglie i visitatori ogni prima e terza domenica del mese, da Marzo a Novembre. La fortuna ci sorride, oggi è “il primo giovedì” del mese di Novembre e c’è presente un volontario, che poi scopriamo ha qui lavorato attivamente per la sua realizzazione, così la chiesa è aperta, il locale a fianco pure e il gentil signore ci ha preparato un buon caffè! Riprendiamo il cammino, la salita è ripida fino al cartello Zucon (876 m), pochi metri di respiro e diventa ancora più ripida, raggiungiamo una bocchetta (1173 m), è un punto del percorso che merita una pausa per ammirare il paesaggio. Da qui si vede anche la nostra meta, la vetta del Moregallo. Per raggiungerla dobbiamo prendere il sentiero che si abbassa un po’ e risale fino alla Bocchetta di Sambrosera, il cartello segna 1192 m, il mio altimetro gps segna 1131 m, per me hanno sbagliato a scrivere. Ancora un centinaio di metri di dislivello giungiamo in cima al Monte Moregallo (1276 m) con la sua croce e una piccola statua della Madonna. Lo spettacolo è garantito, 360° di panorama e per il nostro fotoreporter è puro divertimento. Per completare il giro ad anello scendiamo dal sentiero n°7 per Pianezzo. I primi trenta metri si scendono con le catene ben strette tra le mani, poi il sentiero abbastanza ripido prosegue in mezzacosta fino a un cippo prima, per poi arrivare alla Bocchetta di Moregge (1110 m). Il sentiero entra nel bosco e ci rimarrà fino alla fine del percorso. E’ abbastanza ripido e noioso, zigzagando con ampi tornanti si scende fino a Sambrosera (716 m). Qui c’è la fonte, un bel tavolo e panche in legno. Appena sotto una miriade di cartelli indicano ogni direzione. Superiamo numerose casote e sbuchiamo fuori dal bosco, prendiamo una carrareccia verso sx e poco più avanti troviamo due indicazioni, a dx per località Belvedere, a sx (la nostra) per Piazza Rossè, ci abbassiamo fino all’inizio dell’abitato, svoltiamo a sx e proseguendo sempre dritti in piano arriviamo al parcheggio dell’auto.Partecipano:Adelio,Cornelio,Gianni,Giovanni,Luciano,Sandro,Sergio
Immagine 1:
Descrizione immagine: "casota" n°26
Immagine 2:
Descrizione immagine: Sasso Preguda e chiesa S. Isidoro
Immagine 3:
Descrizione immagine: G.Q.P.e più...in cima al Monte Moregallo (1276 m)
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