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Passo del Fò


Datagita: 31-10-2013
Regione: Lombardia
Partenza: Erve
Quota di partenza: 559 m
Quota di arrivo: 1284 m
Dislivello: 900 m saliscendi
Rifugio di appoggio: Capanna Sociale G. Ghislandi CAI di Calolziocorte
Difficolta: AD - Abbastanza Difficile
Esposizione salita: Non selezionata
Attrezzatura necessaria:
Condizioni itinerario: Non selezionata
Valutazione generale gita: Non selezionata
Commento: I colori dell’autunno, potrebbe essere questo il titolo della gita. Camminiamo rilassati in mezzo e fuori dal bosco e…ci guardiamo intorno, siamo circondati dalla natura che con i suoi colori ci offre le stupende sfumature della stagione autunnale e diventano soggetto di bellissime fotografie. E’ questa la prima immagine che voglio raccontare. A due passi da casa alle pendici del Resegone, nella piazza della chiesa di Erve (559 m) lasciamo l’ auto, punto di partenza in direzione del Passo del Fò e quindi il “baitello” Capanna Sociale Giacomo Ghislandi del Cai di Calolziocorte. Puntiamo verso Nesolio, piccolo nucleo storico di case, abitato saltuariamente, dove incontriamo Piero, molto conosciuto in paese, è intento a costruire artigianalmente un piccolo gerlo in legno. Appena fuori dalla frazione proseguiamo il cammino troviamo un segnavia che ci indica per il sentiero 834 Pian Munik. Accanto c’è un sasso con le indicazioni scritte a mano: P. Munik; Camozzera; Piazzo; Passata; Rif. Alp. Monzesi. Entriamo nel bosco e con buona pendenza saliamo, il sentiero è pieno di foglie, è bagnato perché ha piovuto tutta notte e si scivola, bisogna prestare attenzione. In alcuni tratti serve anche l’aiuto delle mani per rimanere aggrappati ai rami, altrimenti un passo avanti e due “scivolate” indietro, sembra di camminare sulla neve in salita. Arriviamo a quota 900 m e incontriamo un cacciatore che nel suo capanno da caccia, appostato e ben nascosto, attende il passaggio degli uccelli migratori, sperando che arrivino a distanza utile di tiro, aiutato dai richiami artificiali o vivi nelle gabbiette, si tratta del famoso “specchietto per le allodole!”. Proseguiamo per altri cento metri di dislivello e siamo sopra un altro spiazzo, secondo capanno con cacciatore e la scena è la stessa. Le nuvole non ci permettono di vedere il panorama che da questi punti, a detta dei cacciatori, è un belvedere. Poco più in là su sentiero pianeggiante, seguendo le indicazioni scritte sui sassi, giungiamo alla prima tappa, il Pian Munik. Il cartello sentiero 802 e l’immancabile sasso ci indica la strada da seguire per il rifugio Alpinisti Monzesi. Così facciamo e con un po’ di saliscendi, incrociando prima il sentiero della Passata e arriviamo alle case di Piazzo, poi incrociamo un altro sentiero con tanto di cartello dove si legge 575 Brumano/Passata, noi andiamo nella direzione opposta sempre seguendo il segnavia 802 rifugio Alpinisti Monzesi che già vediamo il lontananza, raggiunto lo passiamo e alle ore 12.00 siamo al Baitello Pass del Fò. Sosta pranzo al sacco con l’immancabile banana che è diventata il primo boccone da mangiare. Nel frattempo giungono altri sei escursionisti provenienti dalla brianza con cui scambiamo quattro chiacchiere. Riprendiamo il cammino verso il Monte Magnodeno seguendo il sentiero 24, fuori dal bosco in bellissimo traverso ammiriamo la valle sottostante e i mille colori autunnali e su uno sperone poco lontano tre camosci ci osservano tranquillamente e si lasciano fotografare. Arriviamo dietro la cima e con l’ausilio di alcune catene siamo in vetta al Magnodeno. Qui, nonostante qualche nuvola a bassa quota, il panorama dalla croce è sempre un belvedere. Con la faccia rivolta verso Erve decidiamo di prendere a sinistra il sentiero che scende ripido per un breve tratto per poi attraversare una comoda e larga cresta fino a incrociare il sentiero della valle 801(che noi non prenderemo) nei pressi di un roccolo e di un cippo di confine tra lo Stato Veneto e lo Stato di Milano. Ci manca solo l’ultima tratta per completare l’anello, giù di nuovo in discesa nel bosco, a tratti molto ripida e le foglie, il fango, i sassi umidi e le radici degli alberi, ci fanno scivolare più che camminare, con attenzione e un po’ di fatica alla fine del sentiero tagliamo il traguardo sbucando in via Costalottiere in località Saina. Hanno partecipato:Cornelio,Gigi e Luciano. Continua...
Immagine 1:
Descrizione immagine: colori d'autunno
Immagine 2:
Descrizione immagine: località PIazzo
Immagine 3:
Descrizione immagine: tre camosci ci osservano tranquillamente
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