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Rifugio Bertacchi


Datagita: 27-06-2013
Regione: Lombardia
Partenza: Lago Montespluga
Quota di partenza: 1901 m
Quota di arrivo: 2175 m
Dislivello: 300 m
Rifugio di appoggio: rifugio Bertacchi (aperto)
Difficolta: F - Facile
Esposizione salita: Non selezionata
Attrezzatura necessaria:
Condizioni itinerario: Buone
Valutazione generale gita: Ottima
Commento: Escursione al rifugio Bertacchi (2175 m) partendo dal Lago di Montespluga (1901 m). Oggi itinerario facile, poca fatica e tanta resa perché il luogo si presta a bei panorami sulla Valle Spluga e Madesimo. Il dislivello è meno di 300 m, sono le ore 8.15, secondo le tabelle di marcia del G.Q.P.e più… meglio partire col fresco, mancano solo tre giorni al mese di luglio e camminare sotto il sole caldo è più faticoso. Il gruppo è numeroso, ci onora la presenza di una bella e giovane ragazza, Nadia, l’età media del gruppo per la prima volta oggi si abbassa, quattro conti alla mano, il rapporto è 1 a 17, ci togliamo quattro anni e ci sentiamo tutti più giovani. E’ ora di partire, prendiamo una strada sterrata che in breve ci porta a una sella dove vediamo di fronte a noi il rifugio. Proseguiamo lungo il sentiero a scaloni di pietra nel primo tratto che in lieve pendenza attraversa con un ampio semicerchio tutta la testata della valle, passando alle pendici del versante sud del Pizzo Spadolazzo. Per la cronaca un tratto del sentiero è un po’ esposto ed è messo in sicurezza con delle catene che noi non usiamo perché non servono, forse d’inverno col ghiaccio, il sentiero roccioso è largo e semplice. Raggiungiamo il dosso erboso dove sorgono alcune baite e il Lago d’Emet (2145 m), appena sopra a pochi metri di distanza il rifugio Bertacchi, sono le ore 9.35, una passeggiata. Il panorama è veramente uno spettacolo e ci ripaga della scelta di questa gita. Il tempo non è un granchè, il cielo si sta annuvolando, il clima è “fresco” (+3/5°). Volevamo evitare di camminare sotto il sole caldo di questo periodo?, siamo stati accontentati. La giornata è lunga così decidiamo di andare al Passo di Niemet (2299 m), c’è ancora neve lungo il sentiero, stiamo attenti a non scivolare e in 25 minuti siamo in cima, linea di confine italo/svizzero, facciamo quater pas sul suolo svizzero ad ammirare la vallata, un piccolo laghetto ghiacciato e torniamo in patria. Si avvicina l’ora X e dobbiamo decidere se mangiare un piatto caldo al rifugio o pranzare al sacco ma qui fuori fa un po’ freddo. Non senza difficoltà arriviamo a un accordo e decidiamo di andare al rifugio, optiamo per un piatto caldo ma, accidenti, la sala da pranzo non è riscaldata, morale siamo riusciti a sommare le due opzioni “piatto caldo al freddo!”. Comunque l’allegria non manca mai e tutto procede serenamente, tranne il tempo meteo che si fa sempre più scuro e minaccioso. Velocemente riprendiamo il cammino e scendiamo sciolti e sicuri verso il parcheggio auto, con “non-scialans” per lo stesso percorso della salita. Hanno partecipato: Adelio, Carlo, Claudio, Cornelio, Daniela, Gianni1, Gianni2, Gianluigi, Giovanni, Lino, Luciano1, Luciano2, Luciano3, Maria1, Maria2, Nadia, Tonino. Continua…
Immagine 1:
Descrizione immagine: il rifugio Bertacchi si specchia nel lago d'Emet
Immagine 2:
Descrizione immagine: laghetto ghiacciato al Passo Niemet
Immagine 3:
Descrizione immagine: G.Q.P.e più...al rifugio Bertacchi
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