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Rifugio A. Curò


Datagita: 19-06-2013
Regione: Lombardia
Partenza: Valbondione località Grumetti
Quota di partenza: 1150 m
Quota di arrivo: 1915 m rifugio Curò + 2130 m rifugio Barbellino
Dislivello: 800 m + 200 m
Rifugio di appoggio: rifugio Antonio Curò
Difficolta: F - Facile
Esposizione salita: Non selezionata
Attrezzatura necessaria:
Condizioni itinerario: Buone
Valutazione generale gita: Ottima
Commento: Gita in Val Seriana, arriviamo in fondo alla valle dove finisce la strada, a Valbondione in località Grumetti davanti la Cappella Lisander (1150 m), c’è uno spiazzo adibito a parcheggio per una ventina di auto. E’ quasi pieno di macchine, l’orologio segna le ore 7.40, è un giorno infrasettimanale (mercoledì), quasi certamente sono di altri escursionisti che ci hanno anticipato, vuol dire che di persone “fortunate” che possono andare in giro ce n’è sempre, come ovviamente il G.Q.P.e più…questa “fortuna” gli appartiene. Soliti preparativi e prendiamo il sentiero che parte dalla Cappella e con buona salita entra nel bosco di larici e ci porta ad incontrare più sopra il sentiero n.305, una mulattiera con pendenza regolare. Il bosco si apre e possiamo osservare sulla sinistra in alto incollato alla roccia il rifugio Coca e più a destra i tre salti delle cascate del Serio, davanti a noi si intravede il vecchio rifugio Curò ora in ristrutturazione. Raggiungiamo una bacheca in legno con una cartina della zona che segna con il solito bollino rosso “siete qui”, siamo circa a metà percorso. Anche il gruppo si divide quasi a metà, i “corridori” scattano e se ne vanno, l’altra parte del gruppo che comprende il “gentil sesso” prosegue tranquillamente e naturalmente tra una chiacchiera e l’altra sale, un passo tre parole, due passi una frase, “quater pas” un discorso. A quota 1580 m incrociamo un sentiero segnalato come “rifugio Curò ripido”, guardando le impronte degli scarponi i nostri “corridori” sono saliti da qui, noi preferiamo continuare per il percorso normale con bella vista panoramica su Valbondione. Siamo quasi in cima (1820 m), il sentiero in alcuni tratti sembra scavato sul fianco della montagna e con uno strapiombo sulla sottostante vallata, è stato attrezzato con una grossa corda fissata alla parete, utile per dare sicurezza e nulla più, la mulattiera è sufficientemente larga e basta fare attenzione come sempre quando si cammina in montagna. Superato il punto di arrivo della teleferica, un’ultima curva a destra e vediamo davanti a noi i due rifugi, vecchio e nuovo, con una breve e ultima salitella raggiungiamo il rifugio Antonio Curò (1915 m) e il bacino artificiale del Lago del Barbellino, qui il gruppo si ricompatta. Sosta e come da programma facoltativo, è possibile completare il percorso fino al rifugio Barbellino all’omonimo lago naturale (2130 m). I corridori e altri due gregari ripartono per compiere questi ulteriori 200 m di dislivello, il cartello indica ore 1.30 per arrivare in fondo a questa tratta lunga con una pendenza quasi pianeggiante. Il rifugio è chiuso e si sapeva, il laghetto è ancora ghiacciato per tre quarti e si poteva immaginare, quello che non si sapeva è trovare coperto dai teli una “bicicletta galleggiante”, il pedalò, che spinto dalla propulsione muscolare umana è pronto a scivolare in questo specchio d’acqua limpida non appena il ghiaccio si scioglie… mah! il panorama intorno è incantevole, scattiamo le foto ed è già ora di tornare indietro al rifugio Curò dove ci aspettano gli altri amici del gruppo che nel frattempo si sono crogiolati al sole di montagna e, soprattutto, ci aspetta un piatto di polenta e stufato. Foto G.Q.P.e più… a ricordo della bella gita, zaini in spalla e giù per la discesa, questa volta tutti insieme, per il sentiero normale che ci riporta al parcheggio dove ci aspettano al sole cocente le nostre bollenti auto. Hanno partecipato: Adelio, Carlo, Claudio, Cornelio, Daniela, Gianluigi, Luciano, Luciano, Maria, Tonino. Continua…
Immagine 1:
Descrizione immagine: G.Q.P.e più...al rifugio Curò
Immagine 2:
Descrizione immagine: cappelletta al bacino artificiale Lago Barbellino
Immagine 3:
Descrizione immagine: Conca del Barbellino ed omonimo rifugio
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