Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Maloja Lagh da Cavloc


Data gita: 10-04-2014
Regione: Svizzera
Partenza: Orden
Quota di partenza: 1790 m
Quota di arrivo: 1910 m
Dislivello: 200 m
Rifugio di appoggio: nessuno
Difficolta: WT1 - Escursione facile con racchette
Esposizione della salita: Non selezionato
Tipo di neve incontrata: Non selezionato
Rischio valanghe itinerario: 1 - Debole
Condizioni itinerario: Buone
valutazione itinerario: Ottimo
Commento: 25! e il gruppo ha già capito a cosa mi riferisco. L’allegra compagnia si dirige con le auto verso l’Engadina, sull’ultimo tornante prima di Maloja svoltiamo a destra verso Orden (1790 m) e dopo trecento metri parcheggiamo appena sotto la maestosa Villa Baldini. La nostra meta principale è il Lagh da Cavloc (1910 m) ma vogliamo raggiungerlo da un percorso alternativo. Così la freccia ci indica la nostra direzione, Lagh da Bitagergh (1850 m), mettiamo le ciaspole, percorriamo cento metri e le togliamo, perché dobbiamo attraversare il camminamento sopra la Diga di Orden (1787 m) e la neve qui non c’è. Attraversato il muraglione coi sui paloni colorati e guadato il sottostante fiume Orlegna rimettiamo le ciaspole, questa operazione di mettere/togliere/mettere ci costa un po’ di tempo che però a noi non manca mai, non abbiamo tabelle di marcia. Su una palina ancora la nostra freccia ci indica da che parte andare, il percorso non è tracciato, ci inoltriamo nel bosco e percorriamo alcune centinaia di metri in lieve salita ma non riusciamo a scorgere i segnavia bianco/rossi. Breve premessa, per gli svizzeri questo è un sentiero estivo e non invernale, ci sarà un motivo, ma siccome noi siamo duri di cervice ci proviamo, salvo poi dopo vani tentativi desistere nell’avventura e a malincuore ritirarci, non troviamo la giusta via, nemmeno il gps ci aiuta, comunque troviamo la giustificazione della situazione, diciamo che è stato solo una esplorazione per scaldarci i muscoli. Torniamo verso la diga e sulla destra un poco più avanti andiamo a prendere la facile e larga stradina che risalendo il pendio in moderatissimo dislivello, ci porta al Lagh da Cavloc (1910 m). Il sole và e viene, sembra giocare a nascondino con le nuvole bianche trasportate dal vento. Una decina di ciaspolatori decidono di fare il giro ad anello del bellissimo lago alpino, in questo periodo è ghiacciato e completamente coperto di neve, una traccia lo divide in due parti, ma gli svizzeri dichiarano chiuso l’attraversamento di tutti i laghi engadinesi, vuol dire che in caso di emergenza la Rega ti soccorre ma la tessera di sostenitore non vale e paghi (tanti CHF), quindi niente idee strane, gli giriamo intorno. La scelta (obbligata) ci premia di tanta bellezza, ci permette di ammirare da varie angolature le sponde frastagliate e di sfiorare piccole spiaggette incastonate tra le rocce sommerse di neve, uno scorcio di natura assolutamente splendido. Al bel ristorantino (chiuso) “Restaurant da Cavloc 1907 m” in bella posizione panoramica, le “ragazze” si accomodano sulle panche del terrazzo, da un lato sono “sbracciate” a prendere il sole, dall’altro lato sono “coperte” all’ombra e con folate di vento freddo. Salutiamo delle coppie di svizzeri (parlavano tedesco) che a turno ogni tanto passavano sorridenti e meravigliati dal numeroso gruppo, ma assai “rumoroso” che rompeva il silenzio in questa oasi di pace. Dopo la dovuta sosta ci prepariamo per il ritorno, il gruppone riprende la comoda stradina dell’andata, il resto si dirige di nuovo verso il Lagh da Bitabergh ma seguendo la freccia per Maloja scende il ripido sentiero attraverso il bosco, per ricongiungersi tutti insieme con precisione svizzera più in basso all’incrocio con la stradina principale. Ancora quater pas e prima del parcheggio passiamo davanti alla casa autogestita per vacanze Salecina, un piccolo pannello esterno riassume un po’ la storia e le finalità di questo centro. In questo ultimo tratto sulla nostra destra contempliamo un numeroso gruppo di camosci (una ventina, tanti, ma meno di noi!), quasi vicini alle alte vette delle montagne, con “quater pas” di zampe attraversano tranquillamente i pendii che noi siamo in grado di fare solo con l’immaginazione. Hanno collaborato: Adelia, Adelio, Carla, Carlo, Claudio, Cornelio, Donata, Egidio, 2 Gianni, Gigi, Giovanni, Graziella, Lino, 3 Luciano, Luisa, Marinella, Mariuccia, Renzo, Rosanna, Sandro, Sandra, Valeria. Continua...
Immagine1:
Descrizione immagine: lago di Cavloc coperto di neve
Immagine2:
Descrizione immagine: incontri ravvicinati
Immagine3:
Descrizione immagine: G.Q.P. e più...al Lagh da Cavloc
URL fotoalbum esterno: