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Monte San Primo


Data gita: 13-03-2014
Regione: Lombardia
Partenza: Colma di Sormano
Quota di partenza: 1124 m
Quota di arrivo: 1682 m
Dislivello: 530 m + 150 m saliscendi
Rifugio di appoggio: nessuno
Difficolta: WT2 - Escursione con racchette
Esposizione della salita: Non selezionato
Tipo di neve incontrata: Non selezionato
Rischio valanghe itinerario: 1 - Debole
Condizioni itinerario: Buone
valutazione itinerario: Buono
Commento: Il Monte S. Primo (1682 m) è la vetta più alta delle montagne che costituiscono il Triangolo Lariano, in posizione strategica al centro dei due rami in cui si biforca il lago di Como. Una ascesa lunga (7,5 km) e un dislivello non eccessivo (530 m) ma che aumenta di circa 150 m per i saliscendi da effettuare in cresta. Si parte dalla Colma di Sormano (1124 m), nota per l’Osservatorio Astronomico e per l’arrivo di una delle salite ciclistiche più famose, il Muro di Sormano. Parcheggio libero no, a pagamento sì (€ 6 giornaliero), zaino e ciaspole in spalla (la quota è bassa niente neve). Il sentiero è segnalato da una palina e parte appena sopra l’osservatorio in lieve salita, arrivati sopra un valico prativo manteniamo la sinistra ed entriamo in una lunga forestale in lieve discesa che ci porta alla Colma del Bosco (1233 m) dove finalmente possiamo calzare le ciaspole, proseguiamo in piano e giungiamo all’Alpe Spessola (1237 m). Continuiamo a salire in direzione dell’Alpe di Terrabiotta (1420 m) sino a una stalla semicoperta dalla neve, la pendenza ora si fa significativa e il nuovo impegno intermedio è raggiungere una stazione ripetitrice sulla cima della cresta. Da qui ha inizio il vero spettacolo, camminiamo sul crinale con qualche saliscendi e ammiriamo sotto di noi alla nostra sinistra il Pian del Tivano e sulla nostra destra la “Y” rovesciata del lago di Como. Davanti a noi la cima del Monte San Primo che appare e scompare come un miraggio in questo continuo salire e scendere dalla cresta. L’ultimo strappo è breve, un centinaio di metri, ma molto ripido, è lo sprint finale che ci chiede il massimo dello sforzo, l’ultimo. Dopo 3 ore e 15 minuti dalla partenza siamo in vetta ad “abbracciare” la croce. La giornata è serena ma con un pò di foschia, comunque la vista panoramica è da mozzafiato, come il respiro per la fatica della lunga salita. Possiamo vedere le vette più lontane come il Monte Rosa e finanche il Cervino, sebbene coperto in gran parte dalla catena principale del Rosa, è facilmente riconoscibile la vetta della montagna. Sulla sponda opposta meritano una citazione le nostre cime lecchesi più importanti, il Legnone, la Grigna Meridionale, la Grigna settentrionale e il Resegone. La pausa è piuttosto breve, la discesa è altrettanto lunga e i saliscendi anche se un po’ meno marcati dell’andata richiedono ancora qualche sforzo. Su gentile richiesta delle “ragazze” ci fermiamo una mezz’oretta all’Alpe di Terrabiotta, attratte dal clima caldo, si godono i primi “bagni di sole” in attesa dell’estate, quando saranno pronte a “ricevere” al meglio l’abbronzatura. Alla fine della tintarella (dicono che sia portatrice di buon umore), ritorniamo sui nostri passi percorrendo nell’ultimo tratto una stradina sterrata che finisce al punto di partenza alla Colma di Sormano, naturalmente felici, contenti e “abbronzati”. Hanno partecipato: Alessandra, Carla, Nadia, Patrizia, Valeria, Alessandro, Adelio, Carlo, Cornelio, Egidio, Giovanni, Sandro, Sergio, il duo Gianni e il trio Luciano. Continua…
Immagine1:
Descrizione immagine: percorso in cresta per il Monte San Primo
Immagine2:
Descrizione immagine: croce in vetta, sullo sfondo a dx le due Grigne
Immagine3:
Descrizione immagine: G.Q.P. e più...al Monte san Primo
URL fotoalbum esterno: