


Come
arrivare:

Arrivati
al borgo di Erve (m. 559), adagiato lungo il
corso del torrente Gallavesa, lo attraversiamo interamente lasciando
l'auto in uno dei parcheggi lungo la strada.
In fondo al paese, nei pressi di una rotonda inizia il percorso
segnalato con il n. 11.
Ci sono tre bacheche con cartine della zona e un segnavia che indica
l'anello del Resegone, le antiche miniere e La Passata a ore 2.
Superiamo il Gallavesa con un ponticello di pietra ed iniziamo a salire
con un deciso strappo. A lato della strada, che in questo tratto ha il
fondo in cemento, sono stati scavati dei gradini per agevolare il
cammino.
Arrivati nei pressi dell'agriturismo, se l'acqua è poca, possiamo
superare il torrente su un piccolo ponte e guadarlo, poco dopo, per
ritornare sull'altro lato.
Altrimenti è opportuno continuare diritto e superare più avanti un
affluente del Gallavesa con un ponticello.
Continuiamo con un sentiero all'inizio del quale un segnavia indica il
rifugio
Alpinisti Monzesi a ore 1.10 con la variante Pra di Ratt e a ore
1.30 passando per la sorgente San Carlo. Quest'ultima è indicata a 15
minuti.
Saliamo ripidamente fino alla Cà del Prà, una baita con fontanile, poi
con pochi passi in piano arriviamo al bivio (m. 691).
Qui il sentiero si divide: a sinistra c'è la variante Pra di Rat, più
breve ma più impegnativa; diritto invece c'è il percorso principale, più
agevole ma più lungo, seguendo le sponde del Gallavesa.

a) Percorso principale N°11 (diritto)
Proseguiamo in piano addentrandoci nel bosco, sempre accompagnati dallo
scroscio del torrente.
Dopo un tratto in salita e un passaggio tra due rocce, arriviamo al
ponte del Bruco.
Il sentiero ora procede incassato tra le rocce poi devia a destra e sale
più ripidamente a zig-zag.
Guadiamo il torrente verso sinistra, poi raggiungiamo e superiamo una
roccia nella quale sono stati scavati dei gradini.
Quasi in piano procediamo a mezza costa fino a riavvicinarci al
Gallavesa e a guadarlo un'altra volta.
Ora la pendenza è lieve. Attraversiamo nuovamente il torrente.
Dopo una curva a destra abbandoniamo il corso d'acqua che finora aveva
sempre accompagnato il nostro cammino.
Poco dopo inizia il tratto più faticoso. Saliamo ripidamente a zig-zag.
Poi troviamo alcuni gradini di legno che agevolano il cammino.
Giunti in cima troviamo un bivio. Alcuni cartelli appesi ai rami
indicano a sinistra il rifugio
Alpinisti Monzesi, a destra Valle Verde e alle nostre spalle Erve.
Percorriamo un lungo tratto quasi in piano.
Passiamo accanto ad un crocefisso e poi ignoriamo una deviazione sulla
destra per Piazzo.
Presso un ansa della montagna superiamo un ruscelletto che scende e
attraversa il sentiero.
Con una breve salita raggiungiamo un bivio: a destra si va a Piazzo
(0.15), alla Passata (0.30) e alle antiche miniere (0.40); continuiamo
invece a sinistra verso il rifugio
Monzesi (0.20).
Superiamo un ruscello e riprendiamo a salire.
Presso un tornante ignoriamo un sentiero sulla sinistra.
Più avanti incontriamo la variante Pra di Rat (descritta più sotto) che
si innesta in questo punto poco prima di una croce.
In leggera salita raggiungiamo il bivio dove inizia il sentiero n. 24
per il
Magnodeno raggiungibile in un'ora e trenta.
Superiamo una sorgente con una vasca per raccogliere l'acqua, poi in
salita passando alla sinistra di un gruppo di abeti e larici,
raggiungiamo il rifugio
Alpinisti Monzesi. Superiamo sulla sinistra il rifugio e proseguiamo per
il sentiero che sale verdo sinistra il rifugio Giacomo Ghislandi ci è
situato un centinaio di metri più in alto.
Tempo di salita: ore 2.00 - Dislivello: m. 725
b) Variante Pra di Rat (a sinistra) (non segnato nella cartina
riportata sopra)
Il sentiero sale tra gli alberi in modo abbastanza ripido, a volte si
divide in due o tre tracce per poi tornare a riunirsi.
Ad un bivio andiamo a sinistra e saliamo a zig-zag.
Incrociamo un altro percorso e continuiamo diritto.
Il sentiero prosegue dapprima incassato nella montagna e poi su alcune
roccette.
Dopo un breve tratto quasi in piano riprendiamo a salire.
Ad un bivio, andiamo a sinistra in quanto il cammino è più agevole; dopo
pochi metri le due tracce si riuniscono.
Salendo ripidamente possiamo vedere tra gli arbusti, alla nostra destra,
l'intera vallata.
Superiamo un breve passaggio su facili roccette e poi un altro dove
occorre aiutarsi con le mani (m. 850).
Il percorso prosegue su fondo quasi sempre roccioso e si divide in due o
tre sentierini quasi paralleli che a volte si intersecano.
Sopra di noi vediamo alcuni spuntoni di roccia.
Percorriamo pochi passi in cresta, poi il sentiero aggira la montagna
sulla destra. Più in basso vediamo l'altro sentiero (a - principale) che
scorre parallelo.
Alterniamo ora diversi tratti quasi in piano intervallati con
altrettanti in salita su facili roccette. Quasi sempre al termine delle
salite passiamo in un intaglio fra due rocce.
Poi in lieve salita nel bosco raggiungiamo il bivio con il percorso
principale descritto precedentemente con il quale proseguiamo fino alla
meta.
Tempo impiegato: ore 1.35 - Dislivello: m. 725